È arrivato il contratto che si aspettava da mesi. Un cliente nuovo, continuativo, otto mezzi in più da far girare dal mese prossimo.
La sera si fanno i conti. I mezzi si trovano. Gli autisti si cercano, con fatica, ma si trovano. Poi arriva la domanda che nessuno ama: in ufficio ce la facciamo, o serve un'altra persona?
La risposta sembra ovvia. Più mezzi, più telefonate, più scadenze, più carte. Più persone. Ma vale la pena guardare da dove viene quel lavoro in più. Una parte cresce con i viaggi, ed è giusto così. Un'altra cresce solo perché le informazioni sono sparse in troppi posti.
1. Quanto lavoro porta ogni mezzo in più?
Non i viaggi: le telefonate, i fogli da aggiornare, i controlli. Se ogni mezzo porta con sé la sua parte di carte, l'ufficio crescerà sempre insieme alla flotta.
2. Chi seguirà trentotto scadenze invece di trenta?
Con lo stesso foglio e la stessa memoria, otto mezzi in più sono otto occasioni in più per trovarne uno fermo il lunedì mattina.
3. Quanto ci mette una persona nuova a diventare autonoma?
Se metà di quello che serve sapere non è scritto da nessuna parte, mesi. E nel frattempo chi la affianca lavora per due.
4. Cosa succede nelle settimane di punta?
Se l'ufficio regge solo quando tutto va liscio, il problema non è il numero di persone.
Cosa non serve
- Assumere prima di aver capito dove va il tempo.
- Un foglio nuovo per i mezzi nuovi.
- Dire di no al contratto.
Serve una cosa sola: che ogni mezzo, ogni viaggio e ogni scadenza nuova entrino nello stesso posto di quelli che ci sono già, e che da lì li vedano tutti. Così otto mezzi in più sono otto righe in più. Non otto pensieri in più.
Un'azienda cresce bene quando ogni mezzo in più porta lavoro, non carte.