La domanda che fanno tutti è: cosa devo fare di diverso? La risposta onesta è: poco, se lavoravi bene. Molto, se il registro lo compilavi a dicembre.

Cosa resta uguale

  • Classificare il rifiuto è tuo, e resta tuo.
  • I termini dell'articolo 190 per annotare.
  • La responsabilità fino alla destinazione finale.
  • Il conferimento a soggetti autorizzati, con la verifica che tocca a te.

Cosa cambia

PrimaAdesso
Registro cartaceo vidimatoRegistro digitale con identificativo per unità locale
Formulario di carta in copieFormulario digitale
Dati che restavano in aziendaTrasmissione periodica al sistema
Copia con l'esito che doveva tornareEsito visibile sul sistema
Incoerenze visibili solo in un controlloIncoerenze che emergono dai dati
La cosa che cambia di più

Non è la tecnologia: è che i dati escono dall'azienda. Un registro tenuto male prima era un problema solo se qualcuno veniva a guardarlo. Adesso le informazioni vengono trasmesse, e le incoerenze si notano senza bisogno di una visita.

Le tre cose da mettere a posto

  1. L'elenco delle unità localiTutte quelle dove i rifiuti nascono. Il registro è per unità locale e il contributo si paga per ognuna.
  2. I codici che usiRivisti una volta, con onestà. Se un codice è stato scelto dieci anni fa e la lavorazione è cambiata, va rifatto il ragionamento.
  3. Chi registraUn nome, con l'accesso e l'incarico. Non l'ufficio in generale.

Il costo

C'è un contributo annuale, dovuto per ogni unità locale, con importi diversi a seconda della fascia dimensionale. Non è la voce più pesante: il costo vero, per chi partiva da zero, è il tempo del primo riordino delle anagrafiche e dei codici.