Il gasolio è la voce di costo più pesante per chi fa trasporti. Lo Stato ne restituisce una parte sotto forma di credito d'imposta sulle accise, ma il rimborso non arriva da solo: va chiesto, ogni trimestre, dichiarando quanti litri hai consumato. Chi tiene i conti in ordine recupera tutto; chi va a memoria lascia soldi indietro.

Chi ha diritto al rimborso

Il beneficio spetta per l'attività di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, esercitata da imprese:

  • iscritte all'Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, oppure
  • munite della licenza per il trasporto di cose in conto proprio.

Sono ammessi sia il gasolio tradizionale sia, alle condizioni previste, il biocarburante HVO. Il consumo deve riguardare i veicoli usati per l'attività di trasporto.

Ogni quanto si presenta la domanda

La domanda è trimestrale. Si presenta all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel periodo che si apre con la chiusura del trimestre di riferimento (ad esempio, per i consumi di gennaio-marzo la finestra si apre dal mese di aprile). L'Agenzia delle Dogane pubblica ogni trimestre il software e le istruzioni per compilare e trasmettere la dichiarazione dei consumi.

Attenzione alle finestre temporali

Gli importi rimborsabili per ogni 1.000 litri e le finestre di presentazione vengono fissati trimestre per trimestre con provvedimento dell'Agenzia delle Dogane. Verifica sempre gli importi e le date aggiornati sul sito ufficiale prima di presentare la domanda.

Come si usa il credito

Una volta riconosciuto, il credito d'imposta si può usare in due modi:

  1. In compensazione tramite modello F24, con il codice tributo dedicato, per pagare altre imposte e contributi.
  2. A rimborso in denaro, nei casi e nei termini previsti dalla normativa.

Cosa serve per non sbagliare il conteggio

La parte che fa perdere tempo (e soldi) è una: ricostruire quanti litri hai messo, mezzo per mezzo, nel trimestre. Per farlo bene ti serve:

  • il registro dei rifornimenti per ogni veicolo (data, litri, importo);
  • la riconciliazione con le fatture o le schede carburante;
  • il totale dei litri per trimestre, pronto da riportare nella dichiarazione.

Se questi dati sono sparsi tra scontrini nel cruscotto e fogli Excel, il rischio è dimenticare pieni e chiedere meno del dovuto. Tenere il registro aggiornato durante il trimestre è ciò che fa la differenza ad aprile.