Hai due carichi e un camion solo. Oppure il cliente ti chiede una tratta fuori zona che coi tuoi mezzi faresti in perdita. Rinunciare al viaggio vuol dire regalare il cliente a qualcun altro: la risposta del mestiere è la subvezione — prendi tu l'incarico e lo fai eseguire a un altro vettore. Legale, comune, utile. Ma con due regole ferree: scegli bene a chi lo affidi, e ricordati che verso il committente il responsabile resti tu.
Cos'è la subvezione e quando conviene
Subvezione vuol dire che il vettore che ha ricevuto l'incarico (tu) affida l'esecuzione del trasporto a un altro vettore (il subvettore). Il cliente resta tuo: sei tu che fatturi al committente, e il subvettore fattura a te. Il tuo guadagno è la differenza tra la tariffa che incassi e il costo del subvettore. I casi in cui conviene sono sempre gli stessi:
- Picchi di lavoro: più viaggi che mezzi, e non vuoi dire di no al cliente.
- Tratte fuori zona: il viaggio c'è, ma tra andata a vuoto e rientro coi tuoi mezzi non torna.
- Mezzo fermo: guasto o revisione, ma il carico non può aspettare.
- Clienti da tenere: meglio un margine piccolo in subvezione che un cliente che prova un altro fornitore.
Cosa verificare del subvettore (prima, non dopo)
- Iscrizione all'Albo degli autotrasportatori: chi trasporta in conto terzi deve esserci. La verifica si fa sul portale ufficiale dell'Albo.
- RCA e polizza vettoriale valide: se danneggia la merce, la richiesta arriva a te; vuoi che dietro ci sia un'assicurazione, non un'alzata di spalle.
- Regolarità contributiva: chiedi il DURC. Un subvettore non in regola può diventare un problema anche tuo.
- Requisiti del viaggio: ADR per le merci pericolose, ATP per il fresco, mezzi e allestimenti adatti al carico.
- Riferimenti reali: sede vera, mezzi visti, qualcuno che ci ha già lavorato. La tariffa stracciata del vettore mai sentito è spesso il preludio di un guaio.
La responsabilità verso il committente resta tua
Il punto che molti scoprono tardi: per il tuo cliente esisti solo tu. Merce in ritardo, danneggiata, mai arrivata? La contestazione arriva a te, il risarcimento lo gestisci tu, e poi ti rivali sul subvettore e sulla sua assicurazione. Per questo l'affidamento va messo per iscritto: tratta, merce, prezzo, condizioni di pagamento, assicurazioni. E attenzione alla catena: la legge limita la possibilità che il subvettore riaffidi a sua volta il viaggio ad altri. Pretendi che il viaggio lo faccia chi hai scelto tu.
Nell'accordo col subvettore scrivi chiaro che non può riaffidare il viaggio a terzi senza il tuo consenso. Se il carico gira di mano in mano, tu non sai più chi ce l'ha, con quale mezzo e con quale assicurazione — e la responsabilità verso il committente è sempre la tua.
Il margine quando in mezzo c'è un subvettore
In subvezione il margine è più sottile che coi mezzi tuoi, e si assottiglia in fretta: il subvettore che chiede un extra per l'attesa, il committente che paga a 90 giorni mentre tu paghi il subvettore a 30, il viaggio affidato a un prezzo detto al telefono e mai scritto. Serve disciplina, sempre la stessa:
- Registra il viaggio come tutti gli altriCliente, tratta, tariffa concordata: il viaggio in subvezione entra nello stesso elenco dei viaggi coi tuoi mezzi, non su un foglio a parte che poi si perde.
- Registra il costo del subvettorePrezzo pattuito ed eventuali extra (soste, attese, sponda). La differenza con la tariffa del cliente è il tuo margine: se non la scrivi, non la vedi.
- Confronta e decidiA fine mese guarda i margini: quali tratte rendono in subvezione e quali no. Sotto una certa soglia il gioco non vale la candela: meglio rivedere la tariffa col cliente o lasciare il viaggio.
- Tieni d'occhio l'incassoTu paghi il subvettore anche se il committente ritarda. Il margine esiste solo quando i soldi entrano: guarda insieme le scadenze di incasso e di pagamento, o la subvezione ti mangia la cassa.
Chiudi il cerchio coi documenti: conserva l'accordo scritto, la verifica dell'Albo, copia delle polizze e del DURC del subvettore, e il DDT o CMR del viaggio con l'indicazione corretta dei vettori. Se qualcosa va storto, quel fascicolo è la tua difesa; se va tutto bene, è la prova che lavori in modo serio — e i committenti strutturati la chiedono sempre più spesso.