Il RENTRI, una domanda alla volta.
Otto schemi, uno per decisione. A ogni domanda, da una parte c'è la risposta che ti ferma, con scritto cosa manca, dall'altra quella che ti fa proseguire. Rispondi e vedi dove finisci.
Rispondi e scopri il tuo percorso
Sei domande, trenta secondi. Alla fine sai se questo viaggio va in carta o in digitale, e perché.
Attenzione. Questo percorso serve soltanto ad aiutarti a farti un'idea in fretta. Non è una risposta definitiva e non certifica la tua posizione: il tuo caso va verificato da te e confermato da un esperto prima di muoverti.
Produci, trasporti, tratti o intermedi rifiuti?
La prima domanda serve a capire se sei dentro il perimetro della tracciabilità.
Sei dentro il perimetro della tracciabilità: si passa alla domanda successiva.
Fine del percorso. Nessun obbligo, nessun registro, nessun formulario.
L'obbligo ti riguarda: si controlla se l'hai assolto.
Ed è legittimo anche in futuro: questo ramo non ha una data di scadenza. Tutto quello che devi fare è emettere il formulario di carta e firmarlo a penna, ricevere la copia dal trasportatore entro 90 giorni e archiviarla. Niente registro RENTRI, niente trasmissioni.
Hai in mano i due numeri che servono a tutto il resto.
Le tre finestre sono tutte chiuse: l'ultima si è chiusa il 13 febbraio 2026. La mancata iscrizione è già sanzionata. E non puoi emettere formulari digitali, perché ti manca il requisito per firmarli.
Il primo identifica l'azienda vista dal RENTRI: non è la partita IVA e non è l'Albo Gestori, è un numero nuovo. Il secondo, con il suffisso, identifica la singola sede. Da qui in poi il registro si tiene al computer: questo obbligo non è mai stato prorogato.
- OP2404BPA000004, l'azienda.
- OP2404BPA000004-PD0001, la sede numero uno. La seconda sarà 0002.
Puoi emettere i certificati dal menu Interoperabilità.
L'accreditamento è dell'azienda, non del software, e si fa con lo SPID del titolare. Senza, non esiste nessuna chiave da scaricare.
Il programma può parlare col RENTRI, e può firmare il registro.
Il gestionale non può fare nemmeno una chiamata. Puoi tenere il registro a video, ma non trasmetterlo, e la trasmissione è l'unica cosa che il Ministero vede.
Dalla riga dell'unità locale si abilita il boarding dei dispositivi, si scelgono i giorni di validità e compaiono il PIN di configurazione e il QR. Si consegnano alla persona che userà l'app. Scaduto il QR, per riabbinare un telefono va rigenerato da qui.
Sei iscritto e il gestionale è pronto, Schemi 1 e 2. Qui si guarda chi ti dà il rifiuto.
Dipende da cosa si porta via, e da quanto è grande l'azienda.
Non è una scelta: chi non è iscritto non può emettere in digitale, perché gli manca il requisito per firmare. Tu lo gestisci in carta anche se sei iscritto.
Vai allo Schema 8Sui non pericolosi conta la dimensione dell'azienda.
Sopra i 10 dipendenti il digitale vale anche sui non pericolosi.
Vai allo Schema 4Produttore iscritto, fino a 10 dipendenti, rifiuto non pericoloso: può ancora emettere in carta.
Sei iscritto, hai blocchetto e firma, e questo viaggio va in digitale. Schemi 1, 2 e 3.
Numero dal blocchetto del produttore, e solo lui potrà annullarlo. Il trasportatore dovrà prenderselo per vederlo.
Numero dal blocchetto del trasportatore, e solo lui potrà annullarlo. Il produttore dovrà prenderselo per controllarlo e firmarlo. Può preparare al posto del produttore, ma non firmare al posto suo.
Si può passare alle firme di partenza.
Dopo la prima firma i dati si bloccano: ogni firma sigilla tutto quello che c'è dentro in quel momento. Se si è già firmato, si torna indietro entro 15 minuti e solo se nessuno ha ancora scaricato il documento. Altrimenti si annulla e si rifà da capo.
Restano da sistemare le visibilità.
Manca una firma. Se manca quella del produttore, l'autista non deve muoversi: è il primo controllo che deve fare aprendo l'app.
In viaggio ogni evento, sosta tecnica, trasbordo, annotazione, cambio di vettore, è una firma in più, e non cancella niente: aggiunge un pezzo al documento.
Un formulario creato da qualcuno non compare nella lista degli altri finché non se lo prendono. Senza, l'autista apre l'app, cerca il numero e non trova niente.
Data, ora, peso verificato e firma del destinatario.
Il primo impianto firma comunque l'esito. Poi è un obbligo informare il produttore e aspettare la sua risposta, non una cortesia. Si scrive il nuovo impianto, si firma, e si torna a questa stessa domanda.
Si usa la prima copia disponibile, si fa comunque la registrazione di scarico, e poi si rettifica. Fermare il registro non è un'opzione.
Vai allo Schema 6Il formulario è digitale ed è già stato creato: il numero è uscito dal blocchetto di qualcuno.
Il numero è uscito dal tuo blocchetto: sei tu il titolare della vidimazione, ed è l'unica condizione per poter annullare.
L'annullamento può chiederlo solo il soggetto a cui è stato vidimato il numero, cioè chi l'ha creato. Se l'ha preparato il trasportatore, deve farlo lui, e viceversa. A te resta di segnalarglielo prima che qualcuno firmi.
Si annulla se nel formulario non c'è ancora nessuna firma, oppure se c'è solo la tua, di chi ha vidimato il numero.
Quando hanno firmato tutti e due, quel formulario esiste e resta. Da lì in poi si corregge solo con gli strumenti del viaggio: un'annotazione firmata, oppure il respingimento a destino. È il motivo per cui i dati vanno controllati prima della firma, non dopo.
Va in stato Annullato e non accetta più nessuna operazione, tranne una: si possono aggiungere note di annullamento, che però vanno firmate. Si annulla anche la vidimazione del numero: quel numero è bruciato, non si riusa e non si recupera. Per rifare il viaggio serve un formulario nuovo, con un numero nuovo preso dal blocchetto.
La registrazione c'è, e nei termini.
La sanzione sulla tenuta del registro non è mai stata sospesa: corre da oggi, indipendentemente dal formulario.
Si passa agli invii.
La rettifica è una riga nuova che punta a quella sbagliata, con il suo numero progressivo e la sua data. L'annullamento è un'altra riga ancora, col motivo obbligatorio. Non si rettifica mai una rettifica, e l'annullamento travolge anche le rettifiche collegate.
Dati del formulario entro 10 giorni dall'affidamento al trasportatore, non dall'arrivo in impianto. Dati del registro entro fine del mese successivo. L'intermediario è l'unico esente dall'invio del formulario.
Solo i dati del registro, entro fine del mese successivo.
Il registro si esporta in un file, un file uguale un anno solo, si firma, e si manda in conservazione a norma per 5 anni. Vale anche per i formulari digitali. Tenere e conservare sono obblighi diversi: puoi aver tenuto tutto benissimo e non aver conservato niente.
Ogni movimento entro 10 giorni, ogni mese l'invio del registro.
Il ciclo ricomincia dal primo movimento dell'anno nuovo.
Il certificato del RENTRI vale dentro al RENTRI: fuori, la verifica fallisce sempre. Non è un guasto, ma se non glielo spieghi prima pensa che il software sia rotto. Per la conservazione servono una firma vera e un conservatore accreditato: è un costo, ed è una riga di contratto.
La mossa suggerita dal decreto stesso: tenere formulari già numerati, presi in anticipo quando il sistema funzionava. Trasforma un disservizio del Ministero in un problema di nessuno.
Si emette in carta, ma a due condizioni precise: le domande qui sotto.
Resta l'ultimo adempimento, ed è quello che salta più spesso.
Serve la frase prevista dal decreto, altrimenti quel formulario di carta non è giustificato.
Archivia tutto e riprendi dal percorso normale.
La procedura di emergenza vale solo se la PEC parte il primo giorno lavorativo dopo il guasto.
Sei iscritto, ma questo viaggio va in carta, Schema 3. Chi non è iscritto non è in questo schema: ha finito nello Schema 1.
Numero preso dal blocchetto, modulo stampato, compilato e firmato a penna da produttore e trasportatore.
A destino l'impianto pesa, accetta o respinge, e firma.
Senza le due firme il trasporto non è coperto da nessun documento valido.
Il trasportatore carica la scansione a sistema e gli altri soggetti iscritti confermano di averla vista. Da quel momento la copia non è più cancellabile.
La copia la deve mandare il trasportatore entro 90 giorni. Oltre quel termine parte la comunicazione alla provincia.
È l'errore che fanno tutti. Tu sei iscritto, quindi anche col formulario di carta carico e scarico si registrano, in digitale, entro 10 giorni, e i dati del registro si trasmettono lo stesso entro fine del mese successivo. La carta riguarda solo il formato del formulario.
Tutto questo, fatto dal gestionale
Gli schemi dicono cosa deve succedere. Il nostro gestionale lo fa succedere: il formulario nasce dal ritiro, le firme arrivano sull'app dell'autista, il registro si scrive da solo e le trasmissioni partono nei termini.
Questa pagina serve solo ad aiutarti a capire come funziona il flusso. Non è consulenza e non sostituisce il parere di un esperto: verifica sempre il tuo caso e fattelo confermare da un professionista prima di prendere decisioni.