Il rapporto con l'impianto è quasi sempre di fiducia, ed è normale. Il problema è che la fiducia non è un documento, e quando arriva un accertamento nessuno chiede da quanti anni ci lavorate insieme.

Le tre cose da guardare

CosaPerché
Validità del provvedimentoUn'autorizzazione scaduta o sospesa vale zero
Elenco dei codiciDeve esserci il tuo, esatto, non uno simile
Operazioni R e DIl rifiuto deve poter essere trattato con l'operazione che indichi
CapacitàNon solo cosa può ricevere, ma quanto
Le prescrizioni contano quanto l'elenco

Un'autorizzazione può ammettere un codice ponendo condizioni: caratterizzazione preventiva, limiti su certi parametri, modalità di conferimento. Se ci sono, riguardano anche te, perché è a quelle condizioni che il tuo carico è accettabile.

Ogni quanto rifare il controllo

  1. Al primo conferimentoPrima di partire, non dopo il primo carico andato bene.
  2. A ogni rinnovoLe condizioni possono cambiare anche se il nome dell'impianto resta lo stesso.
  3. Quando porti un codice nuovoL'autorizzazione è per codici, non per clienti.
  4. Una volta l'anno comunqueUn giro di controllo su tutti gli impianti che usi. Mezz'ora ben spesa.

I segnali che devono insospettire

  • L'impianto non vuole dare copia dell'autorizzazione.
  • Accetta qualsiasi cosa senza mai fare domande sul codice.
  • I prezzi sono molto sotto il mercato per rifiuti costosi da trattare.
  • Non chiede mai caratterizzazioni su materiali che le richiederebbero.

Un impianto che non fa domande sembra comodo. È il tipo di comodità che poi si paga, perché quando la filiera viene ricostruita a ritroso, i tuoi carichi sono lì dentro.