L'errore di partenza è cercare la parola. Si apre l'elenco, si cerca plastica, e si prende il primo codice che la nomina. Non funziona: lo stesso materiale ha codici diversi a seconda di dove nasce.

Il metodo, nell'ordine giusto

  1. Individua l'attività che genera il rifiutoCosa stavi facendo quando quel rifiuto è nato. È la domanda che dà la risposta.
  2. Cerca nei capitoli da 01 a 12 e da 17 a 20Sono quelli che identificano la fonte, escluse le voci che finiscono con 99. Se trovi il tuo caso, il codice è lì.
  3. Se non trovi, passa ai capitoli 13, 14 e 15Oli, solventi, imballaggi e assorbenti.
  4. Se ancora non trovi, vai al 16È il capitolo dei rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco.
  5. Solo alla fine il codice 99Rifiuti non specificati altrimenti, dentro il capitolo pertinente.
Lo stesso materiale, codici diversi

Un imballaggio di plastica che ti arriva con la merce è un rifiuto di imballaggio, capitolo 15. Uno scarto di plastica prodotto dalla tua lavorazione sta nel capitolo della lavorazione. Il materiale è lo stesso, la fonte no.

Voci a specchio: la seconda domanda

Trovato il codice, resta da capire se è la versione pericolosa o quella non pericolosa, quando la voce esiste in entrambe. Si guardano i dati di composizione: schede di sicurezza dei prodotti usati e conoscenza del processo. Se non bastano a decidere, si va in laboratorio.

Quando il 99 è accettabile

SituazioneIl 99 va bene?
Hai cercato in tutti i capitoli e non c'è nullaSì, dentro il capitolo pertinente
Non hai voglia di cercareNo
L'impianto ti ha detto di usarloSolo se il ragionamento regge anche senza di lui
Lo usi per metà dei tuoi rifiutiNo, ed è il primo campanello per un controllo

Scrivi il ragionamento

Una pagina per codice: da quale attività nasce, perché quel capitolo, perché la versione pericolosa o no, quali dati hai usato. Quando fra tre anni qualcuno chiede perché, la risposta esiste già e non dipende da chi c'era.