"La merce è franco fabbrica." "No, guardi, noi vendiamo franco destino." Dietro queste due formule c'è la risposta a tre domande che al vettore interessano parecchio: chi organizza il trasporto, chi lo paga, e a rischio di chi viaggia la merce sul tuo camion. Chiarirle prima di caricare evita fatture contestate e scaricabarile sui danni.

Cosa vuol dire "resa merce"

La resa è la condizione di consegna pattuita tra chi vende e chi compra: stabilisce in quale punto la merce si considera consegnata e, di conseguenza, chi organizza e paga il trasporto e a rischio di chi viaggia. Le due rese più usate in Italia sono franco fabbrica e franco destino. Il vettore non è parte di quell'accordo — tu fai il trasporto per chi ti ha incaricato — ma quell'accordo decide chi ti incarica, chi ti paga e con chi parli quando qualcosa va storto. Per questo ti riguarda eccome.

Franco fabbrica: il trasporto è del compratore

Con la resa franco fabbrica (o franco partenza) il venditore mette la merce a disposizione nel suo stabilimento, e lì finisce il suo compito. Il compratore organizza il ritiro, sceglie il vettore, paga il trasporto, e la merce viaggia a suo rischio. Per te vettore: il cliente è il compratore (o lo spedizioniere che lavora per lui), la tariffa la concordi con lui e la fattura del trasporto va a lui, anche se fisicamente carichi dal venditore.

Franco destino: il trasporto è del venditore

Con la resa franco destino il venditore consegna la merce a destinazione: organizza lui il trasporto, lo paga lui, e la merce resta a suo rischio fino allo scarico. Per te vettore: il cliente è il venditore, la fattura va a lui, ed è con lui che definisci tariffa, extra e condizioni — anche se in viaggio parli tutto il giorno col destinatario.

Franco fabbricaFranco destino
Chi organizza il trasportoIl compratoreIl venditore
Chi paga il vettoreIl compratoreIl venditore
Rischio durante il viaggioDel compratoreDel venditore
Cliente del vettoreIl compratoreIl venditore
Consegna "compiuta"Alla partenza, al caricoA destino, allo scarico

Cosa cambia su DDT e responsabilità

Sul DDT la sostanza non cambia: mittente, destinatario, vettore, merce. Cambiano i dettagli che poi pesano: chi figura come committente del trasporto, l'eventuale dicitura sul porto (porto franco = trasporto già pagato dal mittente, porto assegnato = a carico del destinatario) e chi va avvisato se qualcosa va storto in viaggio. Attenzione a non confondere i piani: la resa regola i rapporti tra venditore e compratore, ma la responsabilità del vettore sulla merce che trasporta resta la tua in ogni caso, nei limiti fissati dalla legge. La resa decide chi ha titolo per contestarti il danno, non se il danno ti si può contestare.

Per l'estero: EXW e DAP, giusto un cenno

Nei trasporti internazionali le rese si scrivono con gli Incoterms, i codici standard del commercio estero. I due che incontri più spesso: EXW (Ex Works) è il parente stretto del franco fabbrica — il compratore si prende tutto, dal piazzale del venditore in poi; DAP (Delivered At Place) somiglia al franco destino — il venditore consegna a destinazione. Sono regole piene di dettagli su costi, dogane e assicurazioni: per un viaggio estero fatti dire l'Incoterm esatto e, nel dubbio, senti lo spedizioniere o il commercialista prima di fare i conti.

Perché al vettore conviene chiarire la resa prima di partire

  • Sai chi ti paga: la fattura intestata al soggetto sbagliato è un incasso che parte già in salita.
  • Sai chi comanda: cambio destinazione, attese allo scarico, sponda idraulica — le istruzioni (e gli extra) li concordi con chi ti ha incaricato, non con chi urla di più al telefono.
  • Sai chi gestisce i danni: alla contestazione sai subito a chi rispondere e chi deve aprire la pratica con la sua assicurazione.
  • Eviti i viaggi "orfani": quelli dove venditore e compratore pensano ognuno che il trasporto lo paghi l'altro. Sembra impossibile, succede.
  • Una riga che vale oro: prima del viaggio fatti confermare per iscritto, anche via mail o messaggio, chi è il committente del trasporto e la tariffa. Trenta secondi che tagliano la testa a mesi di "ma noi pensavamo pagasse il destinatario".