È una delle domande più frequenti di dicembre, e nasce dall'abitudine al registro di carta: finito il blocco, se ne apriva un altro. Con il digitale non funziona così.

Cosa cambia e cosa no

ElementoAl cambio anno
Il registroResta lo stesso, con il suo codice
La numerazione delle registrazioniRiparte, è progressiva su base annua
Le giacenzeProseguono: non si azzerano
L'obbligo di trasmissioneInvariato: fine del mese successivo all'annotazione
L'errore da non fare

Aprire un registro nuovo a gennaio, magari chiedendo un altro codice. Il codice del registro qualifica quel registro per tutta la sua vita: cambiarlo ogni anno vuol dire rompere la continuità che il sistema si aspetta.

I movimenti a cavallo

Un ritiro fatto il 30 dicembre va annotato entro dieci giorni lavorativi. Se l'annotazione cade il 3 gennaio, quella registrazione porta il progressivo del nuovo anno, perché il numero di registrazione è la coppia anno più progressivo e segue la data di registrazione. La data dell'operazione, però, resta il 30 dicembre: è quella che conta quando si ricostruiscono i quantitativi dell'anno.

Le tre cose da fare a fine anno

  1. Chiudi le registrazioni arretrateTutti i movimenti dell'anno vanno annotati nei termini, non a gennaio inoltrato.
  2. Controlla le giacenze per codiceÈ il momento migliore per trovare gli errori: i movimenti sono ancora freschi e chi c'era se li ricorda.
  3. Verifica che le trasmissioni siano tutte accettateUna trasmissione scartata a novembre e mai vista diventa un buco che ti porti nell'anno nuovo.