Lo scarico lo ricordano tutti, perché c'è il camion che parte. Il carico no: il rifiuto nasce in silenzio, un pezzo alla volta, e nessuno pensa a scriverlo.
Cosa va scritto
- Data dell'operazione.
- Codice dell'elenco europeo e descrizione del rifiuto.
- Stato fisico e, per i pericolosi, le caratteristiche di pericolo.
- Quantità, con l'unità di misura.
- Attività da cui il rifiuto proviene.
Non trenta, non a fine mese. Il termine dell'articolo 190 è di dieci giorni lavorativi: dalla produzione per il produttore, dalla data di consegna per trasportatori e intermediari. Gli impianti hanno un termine più stretto, due giorni lavorativi dalla presa in carico, perché il loro registro deve fotografare gli ingressi quasi in tempo reale.
La quantità quando non c'è la pesa
Poche officine hanno una pesa. La quantità si determina con un criterio ragionevole: capacità del contenitore, numero di pezzi, peso specifico del materiale. Quello che conta è che il criterio sia sempre lo stesso e che qualcuno sappia spiegarlo. Un numero tondo diverso ogni volta non è una stima, è un'invenzione.
Ogni quanto si registra
| Caso | Come conviene |
|---|---|
| Rifiuto continuo, tipo trucioli o olio | Registrazioni periodiche con il criterio di stima dichiarato |
| Rifiuto occasionale | Alla singola produzione |
| Contenitore che si riempie in settimane | Alla chiusura del contenitore, entro i termini |
L'abitudine che risolve il problema
Registrare quando succede, non quando ci si ricorda. Se aspetti fine mese, ricostruisci a memoria dieci carichi e sbagli le date. Se registri il giorno stesso, ci metti trenta secondi e i numeri sono veri.