Prima cosa da mettere in chiaro: il RENTRI non è gratis. I servizi di supporto del Ministero lo sono, ma l'iscrizione prevede un contributo, e si paga per ogni unità locale. Chi ha tre sedi lo paga tre volte.

Gli importi

Chi seiAlla domanda di iscrizioneOgni anno dopo
Impianti, trasportatori, commercianti, intermediari, produttori oltre 50 dipendenti100 €60 €
Produttori iniziali da 11 a 50 dipendenti50 €30 €
Altri produttori15 €10 €

Gli importi sono per unità locale. A questi si aggiungono i diritti di segreteria della pratica di iscrizione.

La scadenza da segnare: 30 aprile

Dal secondo anno il contributo va versato entro il 30 aprile. È una di quelle scadenze che passano inosservate perché è piccola, e poi diventa un problema quando serve dimostrare di essere in regola. Mettila nel calendario insieme alle altre.

Come si paga

  1. Entra nell'area riservataSul portale rentri.gov.it, con SPID, CIE o CNS.
  2. Vai nella sezione delle praticheDa lì si arriva alla voce del contributo annuale.
  3. Paga con PagoPAIl sistema genera l'avviso e si paga con i canali PagoPA, come qualsiasi altro pagamento verso la pubblica amministrazione.
  4. Conserva la ricevutaVa tenuta insieme alla documentazione dell'iscrizione.

Il costo che non è nel contributo

Il contributo è la parte piccola. Il costo vero dell'adempimento è il tempo: inserire le registrazioni, controllarle, trasmetterle, gestire gli scarti. Su volumi bassi si assorbe. Su volumi alti diventa la voce principale, e non compare in nessun listino.

  • Il contributo: da 10 a 60 euro l'anno per unità locale.
  • Il tempo di inserimento: dipende da quanti movimenti fai.
  • Il costo di un errore: variabile, ma sempre più alto dei due precedenti.