È la confusione più comune del settore: si vede l'asterisco sul codice e si dà per scontato che serva l'ADR. Non funziona così. L'asterisco parla di rifiuti, l'ADR parla di trasporto di merci pericolose. Due mondi che si toccano ma non coincidono.

Le due domande, separate

DomandaCosa guarda
Il rifiuto è pericoloso?Il codice e le caratteristiche di pericolo, ai fini ambientali
Il trasporto è soggetto ad ADR?Se il materiale rientra nelle classi di merce pericolosa per il trasporto

Si possono avere tutte le combinazioni: rifiuti pericolosi fuori dall'ADR, e materiali che sul trasporto seguono l'ADR pur non essendo il caso più critico dal lato ambientale.

La casella va barrata anche in esenzione parziale

È il punto che sfugge quasi a tutti. Se il trasporto è soggetto ad ADR, la casella si barra anche quando ricade nell'esenzione legata alle quantità trasportate per unità di trasporto. E barrandola vanno compilati anche classe di pericolo, numero ONU e note. Quelle informazioni non sostituiscono il modello unico di segnalazione ADR.

Cosa cambia in azienda

  • Il mezzo deve essere adatto e attrezzato per quel tipo di trasporto.
  • Il conducente deve avere le abilitazioni previste.
  • L'imballaggio e l'etichettatura seguono regole proprie.
  • La documentazione di trasporto si aggiunge a quella dei rifiuti, non la sostituisce.

Come si organizza senza sbagliare

  1. Fai la valutazione una volta per codicePer ogni codice che movimenti, se ricade nell'ADR e in che classe. Non a ogni ritiro.
  2. Segna quali mezzi possono farloE quali autisti. È il controllo da fare quando assegni il giro, non quando il camion è già in strada.
  3. Tieni le due documentazioni separateIl formulario dei rifiuti e i documenti del trasporto ADR rispondono a norme diverse.
  4. Chiedi conferma a chi produceLe informazioni sulla natura del materiale vengono da chi lo genera: schede di sicurezza e caratterizzazione.