È la domanda che decide quasi tutto: chi lo può trasportare, dove può andare, quanto costa smaltirlo e, per un produttore, se rientri fra i soggetti obbligati a iscriverti al RENTRI.

Tre situazioni, non una

SituazioneCome si riconosceCosa fare
Pericoloso assolutoIl codice ha l'asterisco e non esiste una voce gemellaNiente da decidere: è pericoloso
Non pericoloso assolutoNessun asterisco e nessuna voce gemellaNiente da decidere
Voce a specchioDue voci vicine: una dice contenenti sostanze pericolose, l'altra diversi da quelliVa valutata la composizione
L'asterisco non si mette e non si toglie a piacere

Un codice esiste così com'è nell'elenco europeo. Scrivere un codice pericoloso senza asterisco non lo rende meno pericoloso: lo rende un codice che non esiste, e un dato che verrà scartato.

Le classi di pericolo

Sui rifiuti pericolosi si indicano anche le caratteristiche di pericolo, le classi HP, che dicono in che modo quel rifiuto è pericoloso: infiammabile, corrosivo, tossico, ecotossico e così via. Nei decreti e nelle stampe si scrivono nella forma HP1, HP2 e avanti fino a HP15, mentre nei dati scambiati con il sistema si usa la forma con lo zero davanti. Un gestionale serio gestisce entrambe le scritture senza che tu ci pensi.

Cosa cambia in pratica

  • Serve un trasportatore iscritto all'Albo nella categoria dei pericolosi.
  • L'impianto deve essere autorizzato per quel codice.
  • Il deposito temporaneo ha un sotto-limite più basso per i pericolosi.
  • Per il produttore cambia la posizione rispetto all'obbligo di iscrizione al RENTRI.
  • Il costo di smaltimento è un'altra cosa, e si vede in fattura.

L'errore di comodo

Scegliere la voce non pericolosa perché costa meno è la scorciatoia che si paga più cara. Non è un errore di forma: manda un rifiuto in un posto che non può riceverlo, e la responsabilità resta di chi lo ha classificato, cioè del produttore.