Il deposito temporaneo è il permesso di tenere i rifiuti dove nascono, prima di farli ritirare. Non è un magazzino: è una sosta, e ha regole precise. Superarle non è un dettaglio formale, perché il deposito cambia natura e diventa un'altra cosa.

Le due strade

StradaRegola
TemporaleAvvio a recupero o smaltimento almeno ogni tre mesi, a prescindere dalle quantità
QuantitativaAvvio al raggiungimento di 30 metri cubi complessivi, di cui al massimo 10 di pericolosi
In ogni casoSe in un anno non raggiungi i 30 metri cubi, i rifiuti vanno comunque avviati entro un anno
È volume, non peso

I 30 metri cubi sono un limite volumetrico e cumulativo, con dentro il sotto-limite dei 10 metri cubi per i pericolosi. Non sono 30 più 10. E non si contano in chili, anche se poi il rifiuto lo fatturi a peso.

Come si sceglie fra le due

  • Produci poco e regolare: la strada temporale è più semplice, un ritiro ogni tre mesi e non ci pensi.
  • Produci tanto e a ondate: la strada quantitativa evita ritiri a mezzo vuoto, ma devi saper misurare.
  • Produci pericolosi: occhio al sotto-limite dei 10 metri cubi, che si raggiunge prima di quanto sembri.

Le altre condizioni che si dimenticano

Il deposito va fatto per categorie omogenee, di regola nel luogo di produzione, e la legge prevede casi particolari per i punti vendita. Vanno rispettate le norme tecniche e quelle sull'imballaggio e l'etichettatura delle sostanze pericolose. Un fusto senza etichetta in mezzo al piazzale non è un deposito temporaneo: è un problema.

Come si tiene sotto controllo

  1. Scrivi la data di inizioQuando il contenitore comincia a riempirsi. Senza data, nessuno può dire se sei nei termini.
  2. Misura il volume, non il pesoServe una stima onesta della capienza dei contenitori che usi.
  3. Programma i ritiri, non aspettarliUn calendario fisso costa meno di un ritiro d'emergenza, e non ti fa sforare.
  4. Guarda i pericolosi a parteHanno un limite loro, più basso. Vanno contati separatamente.