Sei cifre, tre coppie. Sembra un codice a caso e invece è un indirizzo: ti dice da dove viene quel rifiuto, prima ancora di dire cosa è.
Come è fatto
| Parte | Cosa dice | Esempio con 15 01 10* |
|---|---|---|
| Prime due cifre | Il capitolo. Da 01 a 12 e da 17 a 20 è l'attività di origine; 13, 14 e 15 raggruppano tipi di rifiuto; 16 è il capitolo residuale | 15, rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi |
| Seconde due cifre | Il sottocapitolo, cioè il processo | 01, imballaggi |
| Ultime due cifre | Il rifiuto specifico | 10, imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze |
| Asterisco | Rifiuto pericoloso | C'è, ma è una voce a specchio: va verificata la contaminazione |
Un codice con l'asterisco è un rifiuto pericoloso. Cambia chi lo può trasportare, dove può andare, quali documenti servono e, per un produttore, se sei obbligato a iscriverti al RENTRI. È la prima cosa da guardare, prima ancora della descrizione.
I codici che finiscono con 99
Sono le voci rifiuti non specificati altrimenti. Si usano solo come ultima istanza: prima si cercano i capitoli di attività, da 01 a 12 e da 17 a 20, poi il 13, 14 e 15, poi il 16. Solo se il rifiuto non è classificabile nemmeno lì si usa il 99 del capitolo corrispondente all'attività. E in quel caso la descrizione del rifiuto è obbligatoria, sia sul registro sia sul formulario, mentre per tutti gli altri codici non va compilata. Usarli per comodità è il modo più veloce per farsi contestare una registrazione.
Le voci a specchio
Alcuni rifiuti hanno due codici possibili: uno pericoloso e uno no. Quale dei due è quello giusto dipende da cosa c'è dentro davvero: bisogna verificare se le sostanze pericolose presenti superano i limiti di concentrazione, partendo dai dati di composizione, come le schede di sicurezza e il ciclo produttivo, e ricorrendo alle analisi di laboratorio quando quei dati non bastano. Non è una scelta di comodo, ed è la ragione per cui nessun software può decidere il codice al posto tuo.
Come si trova il codice giusto
- Parti dall'attività, non dal materialeLo stesso materiale ha codici diversi a seconda del settore che lo ha prodotto. Il capitolo si sceglie dall'attività di origine.
- Scendi al processoDentro al capitolo, cerca il sottocapitolo che descrive la lavorazione da cui nasce il rifiuto.
- Scegli la voce specificaSolo se non ne trovi nessuna adatta usi la voce che finisce con 99, e la descrivi bene.
- Verifica la pericolositàSe sei davanti a una coppia di codici a specchio, serve l'analisi. Senza, non si sceglie.
Chi decide il codice
Lo decide chi produce il rifiuto. È scritto nel Testo Unico Ambientale, e non è delegabile al trasportatore, all'impianto o al gestionale. Chi ti ritira i rifiuti può aiutarti e segnalarti che qualcosa non torna, ma la responsabilità della classificazione resta tua.