È la regola che tutti citano e pochi applicano bene, perché richiede una cosa che quasi nessuno fa: sapere da quando quel materiale è in piazzale.
Le due strade
| Criterio | Regola |
|---|---|
| Temporale | Avvio almeno ogni tre mesi, a prescindere dalle quantità |
| Quantitativo | Avvio al raggiungimento di 30 metri cubi complessivi, di cui al massimo 10 di pericolosi |
| In ogni caso | Il deposito non può durare più di un anno |
Il limite complessivo è di 30 metri cubi, e dentro quel totale i pericolosi non possono superare i 10. È l'errore di lettura più frequente, e porta ad accumulare il doppio di quello che si può.
Come si sceglie fra i due criteri
- Volumi piccoli e costanti: il criterio temporale è più semplice da gestire.
- Volumi variabili: il quantitativo evita ritiri di cassoni mezzi vuoti.
- Produci pericolosi: attenzione al sotto-limite dei 10 metri cubi, si raggiunge prima.
- In ogni caso: la scelta va fatta e mantenuta, non cambiata secondo convenienza.
Le altre condizioni che si dimenticano
Il deposito temporaneo non è solo una questione di tempi e volumi. Va fatto per categorie omogenee, nel luogo di produzione, rispettando le norme tecniche e quelle su imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose. Contenitori anonimi ammassati in fondo al piazzale non sono deposito temporaneo, anche se sono lì da una settimana.
Cosa succede se superi
Non è più deposito temporaneo: diventa un'attività di gestione dei rifiuti, che richiede autorizzazione. Il passaggio non è graduale, è un confine netto. Ed è il tipo di situazione che nasce per inerzia, non per scelta.