Nessuno decide di fare stoccaggio abusivo. Ci si arriva per inerzia: un cassone che non conviene ritirare mezzo vuoto, un cliente che rimanda, un materiale che nessuno vuole. Un mese diventano tre, e il confine è già stato passato.
Le due condizioni del deposito temporaneo
| Criterio | Regola |
|---|---|
| Temporale | Avvio a recupero o smaltimento almeno ogni tre mesi, a prescindere dalle quantità |
| Quantitativo | Avvio al raggiungimento di 30 metri cubi complessivi, di cui al massimo 10 di pericolosi |
| In ogni caso | Se in un anno non raggiungi i 30 metri cubi, avvii comunque entro l'anno |
Molti pensano che superare di poco i limiti sia una irregolarità minore. Non lo è: fuori dal deposito temporaneo si entra in un'attività che richiede autorizzazione, e farla senza è una cosa diversa da una registrazione tardiva.
Le altre condizioni che si dimenticano
- Deposito per categorie omogenee, non tutto insieme.
- Nel luogo di produzione, di regola, con i casi particolari previsti dalla legge.
- Rispetto delle norme tecniche e di quelle su imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose.
- Contenitori identificati, non fusti anonimi in fondo al piazzale.
Come si tiene il confine sotto controllo
- Data di inizio su ogni contenitoreDa quando quel deposito è cominciato. Senza data non puoi dimostrare niente.
- Volume, non pesoI limiti sono in metri cubi. Serve una stima onesta della capienza di quello che usi.
- Ritiri programmatiUn calendario fisso costa meno di un ritiro d'emergenza e non ti fa sforare.
- Occhio ai pericolosiHanno un sotto-limite più basso e si raggiunge prima di quanto sembri.
Il caso del cliente che rimanda
Capita spesso a chi noleggia contenitori: il cliente non chiama perché il cassone non è pieno, e intanto i mesi passano. L'orologio però corre per lui, che è il produttore. Avvisarlo quando si avvicina al limite non è solo cortesia commerciale: è il modo per non trovarsi coinvolti in una situazione che diventa sua e poi anche tua.