Gli orari sono il campo che si compila con meno attenzione, ed è un errore. Sono anche il campo più facile da verificare dall'esterno.
Cosa deve tornare
| Elemento | Con cosa si confronta |
|---|---|
| Ora di inizio del trasporto | Il momento in cui il mezzo lascia il produttore |
| Percorso | La distanza e il tempo ragionevole per farla |
| Arrivo all'impianto | La pesata in ingresso registrata dall'impianto |
| Ore complessive | I limiti previsti per certe situazioni, come la micro-raccolta |
Partenza alle 8, impianto a quaranta chilometri, pesata registrata alle 15. Non è un reato, ma è una domanda: dove è stato il camion per sei ore? Se la risposta c'è, va scritta. Se non c'è, quel viaggio ha un buco.
Quando il percorso va annotato
Le istruzioni di compilazione prevedono uno spazio per le annotazioni sul percorso. Serve nei casi in cui il tragitto non è quello ovvio: deviazioni, soste, passaggi intermedi. Non è un obbligo di raccontare la giornata, è il posto dove si spiega quello che altrimenti sembra strano.
Le situazioni da annotare
- Micro-raccolta con più fermate: le tappe intermedie effettuate.
- Sosta tecnica, che ha il suo limite di settantadue ore.
- Trasbordo, con le indicazioni previste.
- Deviazioni per cause di forza maggiore.
L'abitudine che risolve
Segnare l'orario quando succede, non a fine giornata. Un autista che scrive l'ora vera in trenta secondi vale più di un ufficio che ricostruisce sei viaggi la sera. E se lo strumento è sul telefono, l'orario si mette da solo.