Il registro è la memoria dei tuoi rifiuti. Se un controllo vuole sapere cosa è successo a un fusto di olio esausto tre mesi fa, la risposta sta lì. Per questo la norma è severa su una cosa sola: quello che è scritto non si cancella.

Chi lo deve tenere

Lo tengono i produttori di rifiuti tenuti agli obblighi di registrazione, i trasportatori, i commercianti, gli intermediari e gli impianti di recupero e smaltimento. Chi è iscritto al RENTRI lo tiene in formato digitale dalla data di iscrizione.

Cosa si scrive in una riga

  • Il numero progressivo della registrazione e la data in cui la fai.
  • Se è un carico o uno scarico, con la causale dell'operazione.
  • Il codice EER del rifiuto, quello che tutti chiamano ancora CER.
  • Se è pericoloso, con le classi di pericolo.
  • Lo stato fisico: solido, in polvere, fangoso, liquido, vischioso.
  • La quantità, in chilogrammi o litri.
  • La provenienza del rifiuto, cioè l'origine secondo la classificazione prevista.
  • L'operazione di destino, recupero o smaltimento.
  • Per gli scarichi, il riferimento alla registrazione di carico da cui esce quel rifiuto.
  • Il collegamento al formulario, quando c'è.

Entro quando si scrive

Chi seiEntro quando annoti
Produttore10 giorni lavorativi dalla produzione e dallo scarico
Chi raccoglie e trasporta10 giorni lavorativi dalla consegna all'impianto di destino
Commerciante, intermediario, consorzio10 giorni lavorativi
Impianto di recupero o smaltimento2 giorni lavorativi dalla presa in carico
Annotare e trasmettere sono due cose diverse

Prima scrivi la riga sul registro, entro i termini qui sopra. Poi i dati vanno trasmessi al RENTRI entro la fine del mese successivo a quello dell'annotazione. Chi si affida a un soggetto delegato ha un mese in più. Sono due scadenze distinte e si sbaglia spesso proprio qui.

Le regole che rendono il registro un documento

  1. Numerazione progressivaOgni registrazione ha il suo numero. Non si riusa, non si salta senza una ragione, e resta legato a chi lo ha scritto.
  2. Niente sovrascrittureUna riga confermata non si modifica. Se è sbagliata si fa una rettifica: una registrazione nuova che richiama numero e data di quella da correggere e ne ripete i dati.
  3. Vidimazione digitaleIl registro digitale ha un codice univoco, generato dal RENTRI, che equivale alla vidimazione. I sistemi gestionali devono riportarlo nell'intestazione di ogni pagina della rappresentazione stampabile. Il registro però resta un documento digitale: la stampa serve per le verifiche e per le ispezioni, non è il registro.
  4. ConservazioneIl registro va conservato tre anni dalla data dell'ultima registrazione.

L'errore più comune

Non è il codice sbagliato: è la registrazione fatta in ritardo, tutta insieme, a fine mese. Chi annota il venerdì quello che è successo nelle tre settimane prima si porta dietro due problemi: i termini di legge e la memoria di chi c'era. I numeri poi non tornano e nessuno sa più perché.