Il passaggio al digitale non è un aggiornamento tecnologico: è un cambio di natura del documento. Il registro di carta lo compilavi tu e nessuno lo guardava fino a un controllo. Quello digitale ha regole su come si scrive, come si corregge e come si mostra.
Da quando vale per te
| Situazione | Registro digitale da |
|---|---|
| Iscritto nella prima finestra | 13 febbraio 2025 |
| Iscritto nella seconda o terza finestra | Dalla data di iscrizione |
| Iscritto in ritardo, oggi | Dalla data di iscrizione |
| Non iscritto al RENTRI | Valgono le regole precedenti |
Cosa deve fare un registro digitale
- Avere numeri di registrazione progressivi e non modificabili, riconducibili all'utente che li ha creati.
- Tenere memoria di ogni rettifica, con chi l'ha fatta, in che data e a che ora.
- Avere la vidimazione digitale con codice univoco rilasciato tramite il RENTRI.
- Permettere la trasmissione dei dati al RENTRI.
- Poter essere mostrato agli organi di controllo, con i mezzi che metti a disposizione tu.
Non esiste più il registro da far vidimare in tipografia: la vidimazione è digitale e assegna al registro un codice univoco. Per le ispezioni c'è una funzione di stampa ed esportazione delle registrazioni di un periodo, in PDF o in foglio di calcolo, oltre all'export per la conservazione. La rappresentazione stampabile porta l'identificativo del registro in intestazione.
Due strade, tutte e due valide
- I servizi di supporto del RENTRIGratuiti, pensati per chi non ha un gestionale interoperabile. Compili a video, una registrazione alla volta, e trasmetti da lì.
- Un gestionale interoperabileIl registro nasce dai dati che hai già e i dati partono verso il RENTRI usando un certificato intestato alla tua azienda.
La scelta dipende dai volumi. Sotto poche decine di movimenti l'anno, il portale gratuito è la strada onesta. Sopra il centinaio al mese, ribattere a mano diventa un mestiere a sé.
Cosa fare del registro di carta
Si chiude a una data e si conserva. Il registro va tenuto tre anni dalla data dell'ultima registrazione. Fanno eccezione i registri relativi allo smaltimento in discarica, che si conservano a tempo indeterminato e si consegnano all'autorità competente alla chiusura dell'impianto. Non si ricopia nel nuovo sistema: quello che serve portare avanti sono le anagrafiche e le giacenze aperte.